• Il Cristo accogliente

    Ci siamo riuniti a Roma per celebrare la Domenica delle Palme nella cappella della comunità «Maria Immacolata», suore marianiste, amici e vicini. Abbiamo benedetto i rami d’ulivo con cui abbiamo accompagnato Gesù nel suo ingresso a Gerusalemme e abbiamo benedetto il nuovo Cristo della cappella, scolpito in un tronco d’ulivo dall’artista trentino Renato Ischia, con la collaborazione di Paolo Segalla. È il Cristo accogliente. In lui non vediamo i segni dei chiodi, perché è il Cristo che trascende il tempo e lo spazio. Nella scultura c’è un nodo del legno, che potrebbe ricordare il fianco di Gesù trafitto dalla lancia. Ma l’artista non aveva intenzione di far riflettere su questa ferita, né ha cercato di collocarlo nel punto esatto in cui era stato trafitto. Il nodo era nell’albero ed è rimasto nella figura scolpita, forse per indicarci il cuore di Gesù, da cui sgorga l’amore che si dona per tutti noi. La figura di Gesù è posta su assi di legno che formano una M, che a sua volta si intreccia con gli assi della croce.

    Così, la cappella è stata completata con due grandi opere: il Cristo che accoglie e il tabernacolo, anch’esso scolpito in un ulivo secco.

    Ringraziamo Renato Ischia e Paolo Segalla per la loro creatività, per aver unito l’arte alla fede e aver dato nuova vita a ciò che era secco e morto.

    Ci prepariamo ora a vivere la settimana in cui con Gesù passiamo dalla morte alla vita.

    Il Cristo che accoglie.

    Il tabernacolo.

    Paolo Segalla e Renato Ischia

    Paolo Segalla e Renato Ischia